Avellino

Avellino, l’antica Abellinum, fu conquistata dai romani nel 265 a.C., periodo delle guerre sannitiche. Nell’82 Silla dichiarò la città capoluogo della colonia Livia. In età medievale fu saccheggiata e distrutta dai Longobardi e dai Goti. Passata temporaneamente sotto il dominio dei Bizantini nel 969, fu poi occupata da Ottone I. L’arrivo dei Normanni pose Avellino al centro di importanti avvenimenti: nel 1130 Ruggero II ricevette nel Duomo l’investitura del regno di Sicilia. Il nucleo originario si formò in prossimità dell’odierna Atripalda; dopo la sua distruzione da parte dei Longobardi, gli abitanti fondarono la nuova città di Avellino su uno sperone di tufo. Lo sviluppo demografico e urbanistico fu piuttosto lento a causa di alcuni violenti terremoti e delle invasioni degli Aragonesi e Normanni. La città è situata nel cuore di una grande conca dell’Appennino Campano dominata dai massicci montuosi dei Picentini e del Partenio ed è circondata a nord-est dal Montevergine, il più importante e famoso monte del Partenio, che è meta di molti pellegrinaggi per venerare la Madonna di Montevergine nel santuario benedettino del XII secolo posto sul monte a 1270 m. Il territorio gode di abbondanti risorse idriche anche per la presenza del fiume Calore che, oltre a rifornire l’acquedotto dell’alto Calore, fornisce acqua alla città e alle vicine province.

Sito ufficiale: Comune di Avellino

 

Dentro Avellino

Duomo di Santa Maria Assunta e di San Modestino

In città le architetture religiose hanno subito distruzioni e sostanziali modifiche in seguito ai vari terremoti che hanno sconvolto il territorio in vari periodi storici determinando il rifacimento delle strutture che non sempre ha rispettato la precedente condizione degli stessi. Fino alla fine degli anni trenta sorgevano, nel Largo dei Tribunali (ora Piazza della Libertà), la chiesa di San Francesco d'Assisi ed il convento dei Frati Minori Conventuali, fondato dallo stesso santo, e la chiesa dell'Annunziata, con il convento dei padri Domenicani, ora sede della prefettura. Il podestà fascista di allora, ritenne opportuno demolire le due chiese, con il convento francescano, cancellando per sempre due importanti luoghi storici ed artistici. Il Duomo della diocesi di Avellino, dedicato alla Vergine Assunta, sorge approssimativamente dove insisteva l'antichissima chiesa di Santa Maria, sul Colle della Terra. In particolare, i blocchi in pietra alla base del campanile sono quanto resta dell'originaria costruzione di epoca longobarda/normanna. La facciata è ottocentesca, l'interno è a tre navate e conserva opere d'arte quali affreschi, dipinti e arredi sacri; di rilievo vi è anche l'antichissima cripta dove si trovano sepolti i corpi di alcuni vescovi di Avellino. Particolare è la cappella di San Modestino, patrono di Avellino, che contiene diversi reliquiari tra i quali quelli dei Santi Modestino, Fiorentino e Flaviano. Nella cappella è collocata in una nicchia la statua argentea di San Modestino. Rilevante è anche la cappellina che contiene il simulacro della Madonna Assunta (compatrona della città di Avellino), un'opera lignea scolpita dall'artista Nicolò Fumo nel lontano 1718; la statua viene portata in processione per le strade cittadine il 15 agosto.

Chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori (Cripta del Duomo)

È in stile romanico, ed è composta da tre navate con eleganti colonne di spoglio dai capitelli di ordine diverso. In essa sono sepolti alcuni vescovi di Avellino. La databilità della cripta del Duomo è da identificarsi con lo stesso periodo di costruzione della Cattedrale stessa. Recentemente è stata utilizzata anche come sala per piccoli concerti.

La Torre dell'Orologio

La Torre dell'Orologio, simbolo di Avellino, è un monumento in stile barocco che sovrasta la Piazza Amendola, dove si trova il Palazzo della Dogana. La torre è alta circa 36 metri e presenta un basamento a bugne riquadre. In origine presentava due piani, con quello più elevato aperto. Successivamente, venne aggiunto un terzo livello dotato di un orologio a campane e della "diana" che suonava a martello in caso di pericolo. Data la sua altezza e la sua collocazione, la Torre dell'Orologio sovrastava gli edifici circostanti e la sua sommità è visibile da lontano, persino dalla fine di via Francesco Tedesco e del Corso Vittorio Emanuele II. Voluta per volontà del principe Francesco Marino Caracciolo, fu progettata dall'architetto Cosimo Fanzago a metà del XVII secolo.

Il parco "Antonio Manganelli"

Inaugurato il 23 luglio 2010, il Parco urbano di Santo Spirito è il polmone verde di Avellino. Con i suoi 120.000 m², infatti, costeggia e copre buona parte del percorso del torrente Fenestrelle, andando così a rivalutare una zona di Avellino ancora sottoutilizzata. Il parco comprende vaste aree verdi, piste ciclabili, un anfiteatro all'aperto, uno spazio giochi per bambini, una pista da jogging, campi da tennis, calcetto, rugby, pallavolo, pallacanestro e bocce, ed un edificio adibito ai servizi.

Parco urbano Giovanni Palatucci

Parco posto su Via Morelli e Silvati, abbandonato e degradato per parecchi anni, nel 2019 il Vescovo di Avellino Arturo Aiello se ne è assunti la responsabilità e la manutenzione restituendolo alla cittadinanza. Presenta varie strutture sportive.

Viale Italia detto anche "viale Platani".

Viale Italia è uno dei punti storico-naturalistici più caratteristici della città di Avellino. Individuabile come Viale Italia, ha spesso cambiato nome nei vari secoli. Nasce circa nel XVIII secolo con la piantumazione di un doppio filare alberato di Platanus. Con il passare dei secoli questa zona, che si trova in centro città, è diventata un vero e proprio luogo di attrazione per la maestosità dei suoi alberi (da qui il nome Viale Platani) (fonte: wikipedia).