Castellammare di Stabia

Le origini del nome Castellammare di Stabia sono molto chiare: se risulta più facile capire la scelta di Stabia (deriva dall'antica città romana), più difficile è capire il perché di Castellammare. Castellammare deve il nome all'antico castello costruito dal Ducato di Sorrento che si affaccia da un'altura di circa 100 metri sul golfo di Napoli. La prima volta che si ritrova in un documento il nome Castrum ad mare è del 1086. Il comune, già Castellamare, ha assunto la denominazione di Castellammare con regio decreto il 22 gennaio 1863, mentre il nome definitivo di Castellammare di Stabia si è avuto con delibera consiliare del 31 maggio 1912. Le origini di Castellammare di Stabia sono incerte, anche se alcuni ritrovamenti documentano che la zona era già abitata a partire dall'VIII secolo a.C. Data la sua favorevole posizione sul mare, in una zona ricca di acque e con pianure fertili di origine vulcanica, i primi insediamenti si andarono sviluppando in quella che oggi è conosciuta come la collina di Varano, all'epoca uno sperone a picco sul mare poiché la piana dove oggi sorge l'attuale città era ancora in parte sommersa dal mare e la sottile linea costiera esistente era esposta alle incursioni nemiche. Diverse sono state le dominazioni come quella dei sanniti seguite poi dagli Etruschi e dai Greci: il nome di questo insediamento era Stabiae. Stabiae venne conquistata da Roma nel 340 a.C. e fu durante il periodo romano che la città ebbe il suo massimo splendore: infatti venne cinta da mura e divenne un piccolo borgo dedito soprattutto ai prodotti che offriva la terra. Intorno alla città fortificata si svilupparono numerose fattorie che, con il passare del tempo, formarono piccoli borghi: questa zona viene ricordata come Ager Stabiano. Il 25 agosto del 79 d.C. un'inaspettata e violenta eruzione del Vesuvio fece scomparire sotto una fitta coltre di cenere, lapilli e pomici, insieme a Pompei ed Ercolano, la città di Stabiae. A causa dei frequenti terremoti che avevano preceduto l'eruzione, molte ville mostravano segni di cedimento o crepe e quindi si trovavano in fase di ristrutturazione: fu questo il motivo per cui a Stabiae ci fu un numero limitato di vittime[12]. Tra le vittime illustri fu anche Plinio il Vecchio, che giunto a Stabiae per osservare più da vicino l'eruzione, morì molto probabilmente avvelenato dai gas tossici sulla spiaggia. Durante il Medioevo Castellammare di Stabia passa prima sotto gli Svevi, e successivamente sotto il controllo degli Aragonesi, che, oltre all'ingrandimento del porto e alla costruzione di possenti mura di cinta, portarono a compimento la costruzione di un palazzo reale sulla collina di Quisisana, utilizzato dai reali per i loro soggiorni nel periodo estivo. L'importanza del palazzo era tale che Giovanni Boccaccio ne fa l'ambientazione per una novella del Decameron, precisamente la sesta del decimo giorno. Il nuovo secolo si apre con l'apertura della linea tranviaria[18] che collegava la stazione di Castellammare di Stabia direttamente con Sorrento, attraversando tutta la penisola sorrentina. Sempre in questo periodo la vocazione turistica di Castellammare di Stabia, soprattutto per le sue acque e le loro proprietà curative, raggiunge l'apice.

Frazioni: Fratte, Madonna della Libera, Pioppaino, Ponte Persica, Pozzano, Privati, Quisisana, Scanzano, Varano.

Sito ufficiale: Comune di Castellammare di Stabia

 

Dentro Casttellamare di Sabia

Castellammare di Stabia conta circa 50 chiese cattoliche, suddivise in 19 parrocchie.

La chiesa principale è la concattedrale di Santissima Maria Assunta e San Catello, i cui lavori di costruzione risalgono al 1587, mentre la solenne consacrazione è avvenuta solamente nel 1893, anche se già utilizzata dal 1643: basilica a forma di croce latina, è divisa in tre navate, una centrale e due laterali sulle quali si aprono cinque cappelle, tra cui quella dedicata al patrono stabiese San Catello; fu proprio durante la costruzione di questa cappella, nel 1875, che vennero ritrovati reperti archeologici e strutture riconducibili a necropoli, strade, case e botteghe risalenti all'epoca romana. Tra le opere principali conservate al suo interno la Deposizione e la Natività dello Spagnoletto, un sarcofago paleocristiano, utilizzato come altare nella cappella di San Catello.

Nella città stabiese sono presenti quattro santuari. La basilica santuario di Santa Maria di Pozzano, ubicata sull'omonima collina, risalente al XVI secolo e consacrata nel 1874, conserva la tavola raffigurante la Madonna di Pozzano, compatrona di Castellammare di Stabia, miracolosamente ritrovata in pozzo: dinanzi all'icona sostò in preghiera anche San Francesco di Paola. Di notevole fattura è la sagrestia, realizzata su disegno dell'architetto Luigi Vanvitelli, al cui interno è ospitato il crocifisso ligneo risalente al XVII secolo e ritrovato miracolosamente sulle acque del mare, durante un'eruzione del Vesuvio.

Il santuario della Madonna della Libera, ubicato nell'omonima frazione, custodisce un dipinto bizantino, del X secolo, raffigurante la Madonna con in braccio il bambino Gesù 

Il santuario del Sacro Cuore, in località Scanzano, realizzato tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, è la sede delle suore Compassioniste Serve di Maria, fondate da suor Maria Maddalena Starace, nel cui tempio sono conservate le spoglie;

Il santuario di Santa Maria della Sanità, nella frazione di Quisisana, risalente al XVIII secolo, conserva un affresco del XIV secolo, raffigurante la Vergine Maria e diventato meta di pellegrinaggio a seguito di diversi miracoli avvenuti nella prima metà del Settecento.

Numerose sono poi le chiese monumentali come la chiesa di Gesù e Maria, con un dipinto di Luca Giordano, raffigurante la Vergine del Rifugio e una fornita biblioteca, la chiesa dello Spirito Santo, dove viene venerato il quadro di Sant'Antonio di 'Onna Sciurella, la chiesa di Santa Maria di Portosalvo, dove era custodito l'omonimo dipinto con la prima raffigurazione certa della città stabiese risalente al XVI secolo[30]; e poi ancora la chiesa di Santa Maria dell'Orto, la chiesa di San Bartolomeo, la chiesa di San Matteo, la chiesa di San Francesco a Quisisana, la chiesa di San Giacomo Maggiore e la chiesa del Santissimo Salvatore e San Michele.

Di stampo moderno invece la chiesa di Sant'Antonio da Padova, la chiesa di Maria Santissima del Carmine e la chiesa di San Marco Evangelista.

Palazzo Farnese. Nel 1566 Ottavio Farnese, signore di Castellammare, in seguito alle proteste dei cittadini, decise di donare alla città un luogo adeguato per la sede della Corte del Governatore: la scelta cadde su un caseggiato a un piano situato tra il Duomo e via Coppola, nell'attuale Piazza Giovanni XXIII. Nel 1820 vi venne trasferita la sede dell'Amministrazione comunale e nel 1871, su progetto dell'architetto Luigi d'Amora, il palazzo fu ingrandito e abbellito.

Palazzo del fascio. Dove oggi sorge il palazzo del Fascio, un tempo esisteva un piccolo spiazzo chiamato Ponticello. Nel 1909 arrivarono al comune alcune domande per la costruzione di abitazioni private, vista la favorevolissima posizione non solo in pieno centro ma anche vicinissimo al mare: per ovviare ciò, si decise di realizzare una piazzetta che prese il nome di piazza Nino Bixio. Agli inizi degli anni quaranta però, durante il fascismo, la piazzetta venne occupata da un'austera costruzione tipica del periodo, adibita durante il conflitto mondiale a postazione dell'esercito italiano e tedesco. Passata la guerra, il Palazzo del Fascio fu sede della biblioteca comunale mentre oggi, dopo un periodo di abbandono, è in fase di restauro.

Palazzzo Alvino. L'edificio, sito in Corso Vittorio Emanuele, fu edificato nel 1843 su disegno dell'architetto Enrico Alvino. Il primo proprietario, con il nome del quale il palazzo è altresì conosciuto, era il Cavaliere Domenico Benucci, allora titolare del monopolio dei tabacchi del Regno delle Due Sicilie; l'edificio fu in seguito utilizzato come albergo ospitando, nei decenni successivi, l'Hotel Royal.

Reggia Quisisana. La data precisa della costruzione della Reggia di Quisisana è ancora tutt'oggi avvolta nel mistero: sicuramente nel 1268 già esisteva sulla collina di Quisisana la casa di re Carlo I d'Angiò, ma poiché gli Angioini avevano conquistato il Regno di Napoli solo due anni prima è ipotizzabile che possa risalire agli Svevi. In posizione dominante sulla città, la reggia è formata da tre corpi di fabbrica: il primo, su due livelli, è quello che permette l'accesso alla struttura tramite un ampio portale. Il primo piano era il piano nobile che si affacciava direttamente all'interno del parco. Il secondo corpo è ubicato perpendicolarmente rispetto all'ingresso, sul ciglio della collina, anch'esso su due livelli con l'aggiunta del sottotetto. Infine la terza parte scende lungo il pendio della collina ed è caratterizzata dalla presenza di un portico. All'interno della reggia è presente un giardino all'italiana.

Il castello di Castellammare di Stabiache si trova lungo la statale sorrentina, nei pressi della salita per il santuario della Madonna della Libera, venne costruito dai sorrentini per difendere il proprio ducato, sulla collina che sovrasta la città stabiese; fu in seguito riparato da Federico II e ricostruito dagli angioini. Quando perse il suo ruolo difensivo il castello fu rifatto e rinforzato da Alfonso d'Aragona: fu attivo fino ai secoli della dominazione spagnola, ma nel XVIII cominciò il suo lento declino. Ridotto per lo più a un rudere venne venduto dallo Stato al marchese Alaponzone di Verona, che attorno agli anni trenta del Novecento lo cedette a Edoardo de Martino: questi ne iniziò il restauro, completato poi dal figlio. Oggi, abitazione privata, è visitabile solo all'esterno. La struttura ha una grande importanza nella storia di Castellammare di Stabia, poiché è proprio da questo che la città prende il nome.

Ville Romane: Villa Arianna, Villa San Marco, Villa del Pastore. Secondo Complesso.

Grotta San Biagio. La grotta di San Biagio è un antico tempio cristiano, ricavato nella roccia di tufo alle pendici della collina di Varano: molto probabilmente in origine era proprio una cava creata dagli antichi romani per costruire le loro ville tramite l'estrazione di blocchi di tufo. In principio vi fu un tempio romano dedicato a Mitra, mentre nei primi secoli della cristianità divenne una catacomba. Fu soltanto dal VI secolo che divenne chiesa, dedicata ai santi Giasone e Mauro, sede di una comunità benedettina, dipendente dal monastero di San Renato di Sorrento. All'interno vi sono affreschi di notevoli proporzioni, splendidamente conservati, eseguiti tra il VI e XIV secolo: la grotta è chiusa al pubblico. Al suo interno è stata ritrovata una statua raffigurante forse san Biagio, conservata al Museo Diocesano di Castellammare di Stabia.

Cassamonica. La cassarmonica, o padiglione musicale, venne realizzata dalla ditta Minieri di Napoli, su progetto dell'architetto Eugenio Cosenza. Inaugurata il 28 aprile 1900, solo 9 anni dopo, a causa di una violenta libecciata, la cassarmonica crollò. Per la sua ricostruzione venne chiamato per l'ennesima volta Eugenio Cosenza, che questa volta ne abbassò l'altezza, creò in cima uno sfiatatoio mentre gli archi assunsero una forma arabescata: la nuova struttura fu consegnata al comune di Castellammare di Stabia il 4 agosto 1911.

Scoglio di Rovigliano. Formato da roccia calcarea e ricoperta da depositi eruttivi data la vicinanza del Vesuvio, lo scoglio di Rovigliano si trova in mare, proprio di fronte alla foce del fiume Sarno, al confine tra Castellammare e Torre Annunziata. Il nome Rovigliano deriverebbe dal cognome di una famiglia romana, la Rubellia, che vi costruì una villa d'otium, costruzione tipica della zona. Prima dell'avvento dei romani lo scoglio si pensa sia stato emporio fenicio o tempio dedicato ad Ercole, difatti allora era chiamato Petra Herculis. Nel 938 d.C. vi si edificò un convento, mentre nel 1564, fu trasformato in fortezza contro le incursioni dei pirati turchi.

Monumento ai caduti. Dopo la prima guerra mondiale si costituì in città un comitato per la creazione di un monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre. Per realizzare l'opera fu incaricato lo scultore Giuseppe Renda.

L'Arco di San Catello è un arco risalente al XIV secolo, situato nel centro storico di Castellammare di Stabia, che si affaccia sulla villa comunale. Da molti ritenuto una porta della città, in realtà è un arco dell'antica cattedrale.

La Villa Comunale è il parco principale della città che corre lungo la fascia costiera. Il parco può essere diviso in due sezioni: il Lungomare che va dal Miramare a Piazza Principe Umberto e i Giardini Pubblici.

Area archeologica. Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia, fu una delle mete preferite dai patrizi romani, tanto che il suo territorio fu costellato di numerose ville residenziali. Scoperta nel 1749 dagli scavatori borbonici, Stabiae, sin dall'inizio, si contraddistinse come luogo di eccellenza: l'esplorazione della città però durò solamente pochi anni, tanto che già nel 1782 tutte le attività di scavo vennero spostate a Pompei, così che ville, case e strade ritornarono sotto terra mentre affreschi, statue e suppellettili preziose vennero raccolte nel Museo Borbonico. Dopo l'abbandono, nel 1800, vi furono vari rinvenimenti che mantennero acceso il ricordo di Stabiae: però fu soltanto nel 1950 che due ville, villa San Marco e villa Arianna, furono riportate parzialmente alla luce dal preside Libero D'Orsi. Le due ville sono visitabili tutti i giorni e si possono apprezzare le capacità progettuali degli architetti romani che le realizzarono con ardite soluzioni tecniche e inserendo perfettamente le ville nel paesaggio. Oggi il sito di Stabiae è al centro di un grande progetto internazionale che prevede la creazione di un parco archeologico insieme all'università del Maryland, tramite la fondazione Restoring Ancient Stabiae: uno dei passi fondamentali della fondazione, insieme alla Sopraintendenza Archeologica di Pompei, è stata una mostra, chiamata Otium Ludens, dal dicembre 2007 al marzo 2008, presso il Museo Statale dell'Ermitage di San Pietroburgo, che ha raccolto circa 200 reperti tra suppellettili e affreschi provenienti da Stabiae. Questa mostra in futuro continuerà in altre parti del mondo.

 

Eventi

Falò dell'Immacolata. Ogni anno, la sera del 7 dicembre, il giorno prima della festa dell'Immacolata Concezione, in tutti i quartieri della città vengono accesi dei grossi falò in onore della Vergine, chiamati appunto Falò dell'Immacolata. Secondo la tradizione, durante questa notte, alcuni pescatori si trovarono nel mezzo di una tempesta, ma riuscirono a raggiungere la terraferma grazie alla presenza di fuochi che segnalavano la costa. Inoltre solo per questa ricorrenza viene aperta la piccola Chiesa dell'Immacolata Concezione.

Fratielle e surelle. Ogni anno, dal 26 novembre e per 12 giorni, fino all'8 dicembre, in alcuni rioni, verso le prime ore del mattino si sente riecheggiare il famoso canto di Fratielle e Surelle, in onore dell'Immacolata Concezione. Si racconta che questa tradizione sia nata dal voto di un pescatore che, incappato in mare in una furiosa tempesta, promise alla Vergine Immacolata che se gli avesse salvato la vita, le avrebbe dedicato ogni anno una Novena che, come dice la parola stessa, consiste in nove giorni di dedizione alla Vergine (ma c'è chi oggi ne fa dodici). I giorni dedicati alla Novena vengono chiamati stelle. 

Martedi di Monte Coppola. Il martedì in Albis un tempo era dedicato alla gita fuoriporta cosiddetta Pasquetta così come in tutta la Campania. A Castellammare di Stabia il Lunedì dell'Angelo era dedicato alla Madonna di Pozzano, mentre il martedì era chiamato il martedì di Monte Coppola, poiché, insieme ai cittadini del vicino paese di Pimonte, si andava nei boschi di Quisisana e sul vicino monte Coppola, dove oltre ai soliti pic-nic fatti con i prodotti tipici della Pasqua, gli stabiesi si lasciavano andare a giochi e riti antichi come il ballo sul tamburo detto anche tammurriata tipica dell'area dei monti Lattari. 

Festa di San Catello il 19 gennaio (solo religiosa)

Festa di San Catello la seconda domenica di maggio (religiosa e civile)

Festa della Madonna di Pozzano il lunedì dell'Angelo presso la frazione Pozzano (solo religiosa)

Festa della Madonna di Pozzano a luglio presso la frazione Pozzano (civile e religiosa)

Sagra delle Camarelle la prima domenica di settembre presso la frazione Madonna della Libera

Sagra dei carciofi verso la fine di aprile in località Annunziatella

Sagra del peperone a settembre durante la festa di San Michele, presso la frazione Scanzano

Sagra del pesce fritto il 15 agosto presso il Rione Spiaggia

Sagra dei sapori nostrani a settembre od ottobre nelle Nuove Terme

Quisisana Festival - Festival dedicato alla musica classica

Corto in Stabia - Rassegna dedicata a corti cinematografici per ragazzi

Burattini nel Verde - Festival del teatro dei burattini

 

Le terme di Castellammare di Stabia

Definita Metropoli delle acque per il suo patrimonio idrologico costituito da ben 28 tipi di acque minerali differenti, divise in solforose, bicarbonato calciche e medio minerali, il termalismo ha rappresentato per Castellammare di Stabia fin dal metà dell'Ottocento un tassello importante sia per l'economia che per il turismo. Per sfruttare al meglio le proprietà delle acque la città dispone di due stabilimenti termali, uno nel centro antico e l'altro nella zona collinare dove è anche possibile effettuare alcune cure. Inoltre alcune acque come l'acqua della Madonna e l'acqua Acetosella, tra le più note e già apprezzate da Plinio il Vecchio che le consigliava ai sofferenti di calculosis, vengono imbottigliate e vendute anche in America.

 
La facciata delle Antiche Terme

Inaugurate nel 1836, la storia delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia inizia 9 anni prima, quando nel 1827, su progetto dell'architetto Catello Troiano, iniziano i lavori per la costruzione. Le terme ricoprirono immediatamente un ruolo fondamentale non solo per i cittadini, ma anche per i turisti, che soprattutto d'estate affollavano la città per le cure presso il complesso termale, che anno dopo anno si andava ampliando con nuove padiglioni e piscine riservati a molteplici cure del corpo. È del 1893 l'apertura del padiglione Moresco a opera dell'architetto Cosenza. Le terme diventarono non solo un centro benessere ma un vero e proprio polo culturale tanto che nel loro parco venivano organizzate mostre di pittura, manifestazioni culturali e concerti musicali.

Il 26 febbraio 1956 iniziò la demolizione dell'antica struttura per la costruzione, progettata dall'architetto Marcello Canino, di quella che esiste ancora tutt'oggi. Verso la fine degli anni ottanta il complesso termale entra in crisi a causa della chiusura di buona parte dei servizi offerti, in quanto spostati nel nuovo complesso. Oggi le Antiche Terme sono aperte poche ore al giorno solo per permettere la raccolta dei vari tipi di acqua, mentre nel periodo estivo si tengono alcune manifestazioni culturali. Nell'estate del 2007 sono partiti i lavori di riqualificazione del complesso che dovrebbe tornare agli antichi splendori con la riapertura di numerosi servizi termali.

Nuove Terme

Le Nuove Terme, situate sulla collina denominata del Solaro, nei pressi della frazione di Scanzano, progettate dagli architetti Cocchia, Iossa, Mazziotti e Sbriziolo sono state inaugurate il 26 luglio 1964 e si estendono su una superficie di oltre 100 000 m². Questo complesso è composto da due settori: l'edificio dedicato alle cure terapeutiche e il parco per le cure idroponiche. L'edificio per le cure è uno dei più attrezzati e moderni d'Europa: si praticano fisioterapia, medicina iperbarica, massaggi, fanghi, inalazioni con l'ausilio delle acque solfuree, riabilitazione, cure dermatologiche, cure estetiche e cure ginecologiche. Il parco idropinico invece permette di praticare quella che viene chiamata l'idroterapia, ossia bere il tipo di acqua consigliata per la cura di specifiche patologie, passeggiando nel parco. Oltre alla sala dove sono presenti la maggior parte delle acque stabiesi, il parco, finemente curato e aperto solo durante il periodo estivo, offre una ricca programmazione, sia al mattino, sia la sera, di concerti, cinema all'aperto, mostre e congressi.

Le acque

 
Le fonti delle Antiche Terme

Acque solforose

  • Acqua Muraglione
  • Acqua Solfurea
  • Acqua Solfurea Carbonica
  • Acqua Solfurea Ferrata
  • Acqua Stabia

Acque bicarbonato calciche

  • Acqua Acidula
  • Acqua Ferrata
  • Acqua Magnesica
  • Acqua Media
  • Acqua Pozzillo
  • Acqua San Vincenzo

Acque medio minerali

  • Acqua Acetosella
  • Acqua della Madonna
  • Acqua San Giacomo
  • Acqua Rossa
  • Acqua Ferrata