Ercolano

Ercolano è famosa nel mondo per gli scavi archeologici della città romana fondata, secondo la leggenda, da Ercole e distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79; insieme a quelli di Pompei e Oplontis, fanno parte dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Il tratto del Corso Resina che dagli Scavi archeologici arriva fino a Torre del Greco è chiamato Miglio d'oro per le splendide ville del XVIII secolo allineate ai suoi lati. Da Ercolano parte la strada che conduce al Gran Cono del Vesuvio per la visita al cratere. Secondo la leggenda narrata da Dionigi di Alicarnasso, Ercolano venne fondata da Ercole nel 1243 a.C., di ritorno dall'Iberia mentre storicamente fu fondata o dagli Osci nel XII secolo a.C. come sostenuto da Strabone, o dagli Etruschi tra il X ed l'VIII secolo a.C. Conquistata dai Greci nel 479 a.C., che le diedero l'impianto proposto da Ippodamo da Mileto, passò successivamente prima sotto il dominio dei Sanniti e poi sotto quello dei Romani, nell'89 a.C., a seguito della guerra sociale. Si costruì la Basilica, due complessi termali e il Teatro. In seguito fu gravemente danneggiata dal terremoto di Pompei del 62 e poi completamente sepolta sotto una coltre di fango e materiali piroclastici alta dai dieci ai venticinque metri a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 79: tale strato, col passare degli anni, si solidificò, formando un piano di roccia chiamato pappamonte, simile al tufo ma più tenero, che protesse i resti della città. Dopo la terribile eruzione del 79 d.C. la vita riprese lentamente sull'area colpita e già nel 121 d.C. si ha notizia della riattivazione dell'antica via litoranea che da Napoli conduceva a Nocera. Nella basilica di Santa Maria a Pugliano sono custoditi due sarcofagi paleocristiani risalenti al II e al IV-V secolo d.C., a testimonianza dell'esistenza di comunità abitate sul sito dell'antica Ercolano. Nel X secolo si hanno i primi riferimenti a un casale di Resina o Risina. Nel 1631 il Vesuvio si risvegliò dopo un lunghissimo periodo di quiete e devastò il territorio circostante con ingentissimi danni e mietendo 4 000 vittime. Il territorio di Resìna fu invaso da almeno due colate laviche che si separarono alle spalle del santuario di Pugliano: una andò a riempire il vallone a ovest dell'abitato dove scorreva l'antico fiume e l'altra invase i campi a oriente fino al mare. Nel 1709 Emanuele Maurizio di Lorena, Principe d'Elbeuf, mentre stava costruendo il suo palazzo presso il litorale di Portici venne a sapere che un contadino, tale Nocerino, detto Enzechetta, nello scavare un pozzo in un podere alle spalle del convento degli agostiniani di Resina si era imbattuto in marmi e colonne antiche. Decise di comprare il fondo e nel 1711 avviò degli scavi attraverso pozzi e cunicoli che raggiunsero l'antico Teatro di Ercolano, da cui estrasse statue, marmi e colonne che tenne per sé o inviò in dono presso amici, parenti e regnanti europei.Grazie a lui il re Carlo III di Borbone decise di acquistare a sua volta il fondo e avviare scavi sistematici. Il successo dei ritrovamenti spinse il re a costruire nel 1740 un palazzo reale nelle vicinanze degli scavi di Resina entro i confini del casale di Portici, che da quel momento assunse il titolo di Real Villa di Portici. Con l'arrivo dei reali a Portici tutta l'aristocrazia della capitale scelse di realizzare sontuose dimore estive lungo la Via Regia delle Calabrie e nelle campagne circostanti, tra Barra, oggi quartiere orientale di Napoli, e Torre del Greco. Ma soprattutto tra Villa de Bisogno a Resina e Palazzo Vallelonga a Torre del Greco la quantità e la qualità degli edifici era tale che quel tratto di strada fu denominato il Miglio d'Oro. Nel 1880 fu inaugurata la Funicolare del Vesuvio che ispirò la canzone Funiculì funiculà divenuta celebre in tutto il mondo. Nel 1895 a Resina fu inaugurato l'Acquedotto Vesuviano, che traeva le acque dal Serino e le forniva ai comuni vesuviani. Nel 1911 Giuseppe Mercalli fu nominato Direttore dell'Osservatorio Vesuviano. Nel 1927 il re Vittorio Emanuele III inaugurò il nuovo ingresso degli Scavi di Ercolano sul Corso Ercolano e furono avviati i lavori per la costruzione di via IV Novembre che collegava il nuovo ingresso alle stazioni della ferrovia Circumvesuviana e della Funicolare del Vesuvio a piazza Pugliano. Negli anni dell'immediato dopoguerra nacque in via Pugliano il mercato dei panni usati, conosciuto anche come mercato di Resìna, che raggiunse notorietà nazionale e internazionale negli anni sessanta e settanta del secolo scorso. Il 12 febbraio del 1969, a due anni dalla delibera del Consiglio Comunale, il Presidente della Repubblica decretò il cambio di toponimo da Resina ad Ercolano. Quasi contestualmente, fu cambiata la denominazione del corso principale della città da Corso Ercolano in Corso Resina. Nel 1997 gli Scavi di Ercolano sono inclusi nella Lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO e Il Vesuvio e il Miglio d'Oro sono stati inseriti nella rete mondiale di riserve della biosfera nell'ambito del programma UNESCO MAB.

Frazioni: San Vito del Vesuvio

Sito ufficiale: Comune di Ercolano

 

Dentro Ercolano

Basilica di Santa Maria a Pugliano. Sita nell'omonima piazza, è la principale chiesa di Ercolano nonché la più antica della città e dell'intera area vesuviana. È di notevole pregio storico e artistico. È basilica pontificia dal 1574.

Chiesa di Sanata Maria della Consolazione. Nota anche come Sant'Agostino, è il secondo luogo di culto più antico della città dopo la Basilica di Santa Maria a Pugliano. Nel 1613 il ricco napoletano Scipione de Curtis donò la sua proprietà di Resina ai padri Agostiniani Scalzi ai quali era legato, con l'obbligo di costruirvi una chiesa e un convento per dodici frati. Ma la chiesetta edificata dai frati si dimostrò insufficiente a contenere i fedeli e così già nel 1623 si decise di edificarne una più ampia e capiente.

Chiesa di Santa Caterina. La chiesa parrocchiale di Santa Caterina fu costruita tra il 1822 e il 1827 sul nuovo tratto della via regia delle Calabrie realizzato sotto il regno di Gioacchino Murat.

Chiesa di Santa Maria del Pilar. La chiesa di Santa Maria del Pilar fu costruita nel 1748 dall'avvocato Sorge come cappella gentilizia del palazzo di famiglia sito sul lato opposto della via Regia delle Calabrie. Piccola di dimensioni, è un bell'esempio di rococò napoletano.

Arciconfraternita della SS. Trinità. La chiesa della Reale Arciconfraternita della SS. Trinità fu edificata accanto alla basilica di Santa Maria a Pugliano tra il 1830 e il 1843. La fondazione della Confraternita risale alla prima metà del Seicento con sede all'interno della chiesa parrocchiale. Tra il 1703 e il 1707 fu costruito un oratorio autonomo accanto alla chiesa con accesso dal transetto di questa. La facciata e gli interni sono in stile neoclassico.

Chiesa del Santissimo Redentore. La chiesa del Santissimo Redentore fu costruita dopo il terremoto del 1980, su un suolo donato alla parrocchia dalle sorelle Ida e Venerina Crippa nel 1981. La chiesa si presenta circolare e tendente verso l'alto con un tetto che si avvolge attorno all'elemento centrale a forma di chiocciola.

Chiesa del Salvatore. La piccola chiesa del Salvatore fu costruita all'indomani della peste del 1656 come ex voto da parte dei resinesi che salirono sul colle del monte Somma per godere dell'aria salubre e sfuggire al contagio. Da allora il colle venne chiamato colle del Salvatore. Presso la chiesa nel 1845 fu costruito l'Osservatorio Vesuviano e tra il 1902 e il 1903 l'hotel Eremo e la ferrovia per il Vesuvio, entrambi realizzati da Thomas Cook.

Chiesa di San Vito. La chiesa di San Vito fu realizzata nel 1747 sulla roccia lavica nelle campagne dell'omonima frazione collinare di Ercolano. Nel 1845 fu raggiunta dalla via pubblica costruita per agevolare l'ascesa al cratere del Vesuvio. La facciata e gli interni sono in stile rococò.

Ville del Miglio d’Oro. Corso Resina, il corso principale della città che collega Ercolano a Napoli, nel tratto che va dagli Scavi di Ercolano al confine con Torre del Greco, è anche denominato Miglio d'Oro, per la presenza di alcune tra le più belle e sfarzose ville vesuviane del XVIII secolo, costruite o abbellite da famosi architetti come Luigi Vanvitelli o Ferdinando Fuga. Tra le più fastose vi sono Villa Aprile (oggi sede del lussuoso Miglio d'Oro Park Hotel), Villa Favorita, Villa Campolieto, Villa Ruggiero sedi di eventi culturali, spettacoli e concerti. Nel 1997 l'area del Miglio d'Oro, insieme al complesso Somma-Vesuvio, è stata inserita nella rete mondiale di riserve della biosfera nell'ambito del programma UNESCO MAB (Man and Biosphere).

Museo MAV. Il Museo archeologico virtuale, sito in via IV Novembre nella struttura recuperata dell'ex mercato comunale di inizio XX secolo ed ex scuola, arricchisce la visita agli Scavi archeologici con originali esposizioni sull'antica città, gli usi, i costumi e le tradizioni e la tragica eruzione del 79 d.C.

Siti archeologici. Gli scavi archeologici di Ercolano sono meta fissa di circa 350 000 di turisti l'anno: nel 2014 hanno registrato 351 068 presenze, risultando il quattordicesimo monumento più visitato d'Italia, con un introito lordo totale di 1 870 809,50 Euro. Nel 2015 i visitatori hanno raggiunto la cifra record di 410 069. Da pochi anni è stato realizzato il nuovo accesso agli scavi, con un'ampia area adiacente che comprende un parcheggio a raso e interrato, un'area a verde attrezzato e punti di ristoro e vendita di souvenirs. Oltre all'area archeologica, in alcune occasioni opportunamente pubblicizzate sul sito della Soprintendenza Archeologica di Pompei è visitabile il padiglione della barca di Ercolano, ritrovata sull'antico litorale della città. Dal civico in Corso Resina n. 123 è possibile discendere al Teatro romano di Ercolano; l'accesso è consentito esclusivamente per finalità scientifiche e di studio previa autorizzazione della Direzione degli Scavi di Ercolano e solo quando le condizioni del sottosuolo lo permettono.

Parco Nazionale del Vesuvio. Ercolano è uno dei tredici comuni ricadenti nell'area del Parco nazionale, il più piccolo d'Italia. La via di accesso al cratere sale da via San Vito o da via Vesuvio e prosegue per via Osservatorio. Nel 1997 il complesso vulcanico Somma-Vesuvio è stato inserito, insieme all'area del Miglio d'Oro, nella rete mondiale di riserve della biosfera nell'ambito del programma UNESCO MAB (Man and Biosphere). Lungo la strada è situato il museo di arte contemporanea all'aperto "Creator Vesevo" che raccoglie dieci sculture in pietra lavica realizzate da altrettanti artisti italiani ed esteri. Sono visitabili anche i sentieri del Parco nazionale del Vesuvio e il museo dell'Osservatorio Vesuviano.

Mercato di Pugliano (Resina). Il mercato di Pugliano, anche noto come mercato di Resina (dal vecchio nome della città) si teneva lungo via Pugliano ed era specializzato nella vendita di abiti usati (localmente chiamati 'pezze'), vintage, pellami e accessori di abbigliamento. Nacque all'indomani dell'arrivo delle truppe alleate a Napoli come spaccio di divise militari lasciate dagli americani. Fiorisce a partire dagli anni '60 con la vendita di vestiti usati che venivano venduti esponendoli direttamente sul suolo dopo aver aperto le balle nelle quali erano contenuti. Vendendo abiti usati non era raro trovare all'interno delle tasche di cappotti e pantaloni diversi oggetti appartenenti ai vecchi proprietari, come orologi o anche soldi: per questo all'apertura delle balle le bancarelle venivano letteralmente prese d'assalto al fine di trovare abiti che a loro volta contenessero qualcosa di valore. Data la sua posizione lungo la strada principale del centro antico perde notorietà dopo il terremoto del 1980 che causa ingenti danni alle strutture, ma dopo diversi interventi è tornato molto popolare soprattutto per il ritorno di moda degli abiti vintage; non è infatti raro trovarvi veri e propri capi originali d'epoca. Proprio per questa caratteristica viene anche utilizzato da registi di cinema e teatro per l'acquisto di abiti di scena. Non mancano iniziative per rendere vivace il rione e rilanciare il mercato, come ad esempio l'organizzazione di "notti bianche".

Approdo borbonico della Favorita. L'approdo della Favorita è parte del complesso monumentale della Villa Reale della Favorita del quale costituiva l'accesso dal mare. Ancora oggi rappresenta l'unico approdo marittimo della città, utilizzato in estate come fermata del servizio di collegamento pubblico marittimo Metro del Mare. Non offre alcun tipo di servizio e assistenza di ormeggio.

Curiosità e cultura

Sin dai tempi dell'antica Ercolano il territorio ha visto la presenza di artisti e letterali di fama internazionale: la Villa dei Pisoni, ad esempio, era un centro internazionale di studi filosofici epicurei. Nella metà del ‘400 Antonio Beccadelli, detto il Panormita, edificò una villa sul litorale di Resina che chiamò Plinianum presso la quale si riunivano gli esponenti del Porticus Antonianum (in seguito chiamato Accademia Pontaniana, da Giovanni Pontano). La scoperta dell'antica città sepolta e l'avvio degli scavi fecero affluire a Resina scrittori e artisti da tutta Europa e gli Scavi divennero meta obbligata del Grand Tour.

Con la costruzione della reggia di Portici e le ville del Miglio d'Oro la città fu meta dei principali architetti, pittori e scultori del Regno e molte ville divennero importanti e frequentati salotti culturali.

Nel 1863 il pittore resinese Marco De Gregorio fondò la Scuola di Resina, un movimento pittorico che rompeva con la tradizione accademica avvicinandosi a quello dei macchiaioli ed ebbe come massimi rappresentanti, oltre al De Gregorio, Adriano Cecioni, Giuseppe De Nittis, Federico Rossano, Eduardo Dalbono, Nicola Palizzi e Antonino Leto.

Tra il 1892 e il 1893 Gabriele D'Annunzio fu ospite a villa D'Amelio a Resina dove trovò ispirazione per i suoi lavori letterari.

Con l'istituzione dell'Ente per le Ville Vesuviane e il conseguente acquisto e recupero di Villa Campolieto, la città di Ercolano ospitò eventi internazionali come la mostra internazionale d'arte contemporanea Terrae Motus, del 1987 voluta da Lucio Amelio all'indomani del sisma del 1980. Villa Campolieto ospita ogni estate il Festival delle Ville Vesuviane ed è sede della scuola superiore di studi manageriali Stoà.

La mostra permanente di sculture in pietra lavica Creator Vesevo lungo la strada che sale al cratere del Vesuvio è una delle più originali installazioni all'aperto in Italia.

 

Eventi

Creator Vesevo

 

Il MIglio D'Oro