Provincia di Avellino Irpinia

L'Irpinia è il territorio dell'attuale provincia di Avellino che, a sua volta, trae le proprie origini dal giustizierato di Principato Ultra istituito nel XIII secolo dal re di Sicilia (poi re di Napoli) Carlo I d'Angiò.

Il toponimo "Irpinia", benché di origine moderna, fa comunque riferimento al territorio occupato anticamente dagli Irpini (in latino Hirpini), una tribù di stirpe sannitica e di lingua osca stanziata lungo l'Appennino campano fin dall'epoca pre-romana. Conosciuta nel suo complesso come "la verde Irpinia", l'area dispone di notevoli valenze ambientali e paesaggistiche con il suo territorio essenzialmente montuoso-collinare. In epoca medievale i territori già irpini furono assoggettati fin dal VI secolo al ducato di Benevento, ma in seguito il principato di Salerno riuscì ad appropriarsene dapprima in parte (settori meridionali, secolo IX) e poi totalmente (dopo la conquista normanna, secolo XI); tuttavia le stesse terre, a partire dall'epoca angioina (secolo XIII), furono distaccate anche da Salerno per costituire un giustizierato a sé stante (denominato Principato Ultra, o anche Principato Ulteriore) all'interno del neonato Regno di Napoli. A decorrere dal XV secolo il Principato Ultra fu elevato a provincia e fu soltanto dal 1806 che Avellino divenne capoluogo provinciale. Dopo l'unità d'Italia la denominazione "Principato Ultra" fu abbandonata, ma lo stemma fu mantenuto.

Di particolare rilevanza è la produzione di vino. Tra i più pregiati vi sono il greco di Tufo DOCG, il taurasi DOCG, il fiano di Avellino e l'aglianico. Tra i prodotti IGP vi è la castagna di Montella, mentre l'olio Irpinia - Colline dell'Ufita, che si caratterizza per i suoi colori intensi e per il sapore fruttato con note di pomodoro, si fregia del marchio DOP. Altri prodotti tipici sono il caciocchiato irpino, la castagna di Trevico (soprattutto in forma di caldarroste), il pane di Calitri, il pane di Montecalvo, la patata di Trevico, il pecorino bagnolese, il pecorino di Carmasciano, il prosciutto di Trevico, il prosciutto di Venticano e il tartufo nero di Bagnoli Irpino, tutti riconosciuti quali prodotti agroalimentari tradizionali (PAT). Nei comuni di Pietradefusi (in particolare la frazione Dentecane), Grottaminarda e Ospedaletto d'Alpinolo sono presenti degli stabilimenti per la produzione del torrone; molto importante è anche la produzione di nocciole. Per quanto riguarda la pasta è diffuso il consumo dei fusilli avellinesi; esclusivi della Baronia sono invece i trilli, un particolare tipo di pasta casereccia che si fregia del marchio PAT.

Principali attrattive turistiche sono l'ex comprensorio sciistico del Laceno con il lago omonimo, il monte Terminio oltre ad alcuni borghi che fanno parte dell'associazione dei borghi più belli d'Italia (quali Monteverde, Nusco, Savignano Irpino e Zungoli). Tra le strutture architettoniche spicca il castello di Ariano Irpino, città sede della prima contea normanna dell'Italia meridionale ove vennero convocate le storiche Assise di Ariano. Notevole anche il castello aragonese di Monteverde, sede dal 1532 al 1641 della signoria dei Grimaldi principi di Monaco. Di rilievo, inoltre, è il centro storico di Gesualdo con il castello che fu dimora del "principe dei musici" Carlo Gesualdo; importanti sono anche il Borgo Castello di Calitri nonché il castello di San Barbato, forte costruito in epoca longobarda nell'849. Tra le mete religiose si citano il santuario di Montevergine in territorio di Mercogliano, il santuario di San Gerardo Maiella a Caposele, i due santuari medievali di San Liberatore e della Madonna di Valleluogo presso Ariano Irpino, il santuario di Carpignano di Grottaminarda e il santuario della Madonna del Buon Consiglio a Frigento. Notevoli per la loro imponenza e per le opere d'arte ivi custodite sono inoltre le cattedrali di Ariano Irpino, di Avellino e di Sant'Angelo dei Lombardi. I poli museali più rilevanti sono il museo irpino e il museo d'arte di Avellino, il museo della civiltà normanna e il museo archeologico di Ariano Irpino, nonché due musei della ceramica: a Calitri e ancora ad Ariano Irpino (fonte: wikipedia).

I comuni dell'avellinese sono 117: 

Ariano Irpino, Montoro, Solofra, Mercogliano, Monteforte Irpino, Atripalda, Cervinara, Grottaminarda, Avella, Montella, Mirabella Eclano, Serino, Lioni, Forino, Mugnano del Cardinale, Montemiletto, San Martino Valle Caudina, Baiano, Calitri, Sant'Angelo dei Lombardi, Altavilla Irpina, Nusco, Aiello del Sabato, Bisaccia, Pratola Serra, Frigento, Sperone, Montecalvo Irpino, Rotondi, Gesualdo, Caposele, Lauro, Montefalcione, Volturara Irpina, Manocalzati, Bagnoli Irpino, Fontanarosa, Sturno, Contrada, Prata di Principato Ultra, Flumeri, Sirignano, Montemarano, Vallata, Cesinali, Venticano, San Michele di Serino, Bonito, Capriglia Irpina, Paternopoli, Calabritto, Roccabascerana, Taurasi, Pietradefusi, Lacedonia, Chiusano di San Domenico, Montefredane, Santo Stefano del Sole, Ospedaletto d'Alpinolo, Torella dei Lombardi, Castelfranci, Quindici, Melito Irpino, Andretta, Quadrelle, Grottolella, Domicella, Pago del Vallo di Lauro, Casalbore, Aquilonia, Guardia Lombardi, Marzano di Nola, Moschiano, Villanova del Battista, San Sossio Baronia, Castelvetere sul Calore, Summonte, Lapio, Pietrastornina, Taurano, San Potito Ultra, Teora, Sant'Andrea di Conza, Santa Lucia di Serino, Carife, Vallesaccarda, Conza della Campania, Montefusco, Torre Le Nocelle, Morra De Sanctis, Santa Paolina, Scampitella, Luogosano, San Mango sul Calore, Savignano Irpino, Candida, Castel Baronia, Zungoli, Villamaina, Cassano Irpino, Trevico, Tufo, Rocca San Felice, Sant'Angelo all'Esca, Senerchia, Monteverde, San Nicola Baronia, Salza Irpina, Sant'Angelo a Scala, Greci, Parolise, Sorbo Serpico, Torrioni, Chianche, Montaguto, Petruro Irpino, Cairano.

Sito ufficiale: Provincia di Avellino