Portici

È il secondo comune italiano per densità di popolazione con circa 12 000 ab./km² dopo il comune di Casavatore. Il nome di Portici, secondo alcuni autori, deriverebbe dai portici del foro dell'antica Ercolano, mentre secondo un'antica leggenda Portici sarebbe stata fondata dai romani intorno alla villa di Quinto Ponzio Aquila, nobile romano, congiurato contro Cesare, caduto nella battaglia di Modena del 43 a.C. A conferma di tale leggenda, ci sarebbe il reperto, ritrovato sotto gli scavi di Palazzo Mascabruno, raffigurante un'aquila, attualmente emblema dello stemma comunale, che reca sotto gli artigli le iniziali Q.P.A. Portici era un piccolo casale, che nel 1415, per volere della Regina Giovanna II, fu ceduta al nobiluomo e avventuriero napoletano Sergianni Caracciolo insieme ad altri territori vesuviani, in cambio di denaro. L’eruzione del Vesuvio del 1631, che causò la morte di quattromila uomini e seimila animali. Per commemorare tale sciagura, lo studioso Padre Orso che dimorava nella casa dei gesuiti, ebbe l'incarico dal vicerè di comporre il testo di due lapidi. La prima fu murata al confine fra Torre del Greco e Torre Annunziata, l'altra a Portici di fronte all'attuale via Giordano, e poi successivamente spostata all'imbocco della via del Granatello (oggi Gianturco). Il periodo aureo di Portici, libera ed autonoma, iniziò con l'arrivo di Carlo III di Borbone che decise nel 1738 di costruirvi la propria residenza estiva. Attorno al Palazzo Reale l'aristocrazia napoletana fece edificare le proprie residenze dando vita al fenomeno architettonico noto come "Ville Vesuviane del Miglio d'Oro".

 

Frazioni: Bellavista, Pietrarsa

Sito ufficiale: Comune di Portici

 

Dentro Portici

Basilica di Santa Maria della Natività e San Ciro. È la maggiore chiesa della città, costruita dopo L'eruzione del Vesuvio del 1631.

Chiesa dell'Immacolata Concezione

Chiesa di Santa Maria della Libera

Chiesa di Maria Ss. del Buonconsiglio

Chiesa di Maria Ss. Addolorata

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

Chiesa di San Pasquale Baylon

Chiesa di Sant'Antonio di Padova

Chiesa di Maria Ss. della Salute

A Portici sono presenti numerose ville che fanno parte del cosiddetto Miglio d'oro del settecento napoletano, tutte edificate da ricchi nobili partenopei che scelsero la zona per la bellezza dei paesaggi e per la salubrità dell'aria. Tra le ville vanno menzionate:

Villa Savonarola, in corso Garibaldi, arteria principale che collega la città di Portici con Napoli, oggi ospita alcuni uffici del Comune, ed è la sede dei matrimoni civili

Villa Fernandes, in via Armando Diaz, oggi sede di associazioni

Villa Maltese, addossata alla Reggia di Portici

Palazzo Mascabruno, in via Università, contiene al suo interno il Galoppatoio reale, uno dei due esistenti in Europa

Villa Caposele, in via Paladino

Villa Mascolo, ristrutturata dall'amministrazione locale nel 2009, con uno splendido anfiteatro

Villa Zelo, in via Addolorata, che fu abitata dal patriota, scrittore e senatore del Regno d'Italia Antonio Ranieri

Villa d'Elboeuf, palazzo settecentesco costruito nel 1711

Su corso Garibaldi si affacciano anche Villa Scocchera, Villa Bideri, Villa Gallo, Palazzo Ruffo di Bagnara e altre, tutte sotto la tutela della Soprintendenza ai Beni Architettonici.

Altro edificio è il Collegio Landriani a Bellavista, di progettazione vanvitelliana, che fu abitazione dei principi Orsini Gravina.

Reggia di Portici. È sede della Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Napoli "Federico II", nata dalla trasformazione della Scuola superiore di agricoltura, poi divenuta Istituto superiore agrario e, con la riforma entrata in vigore nell'anno accademico 1935-1936, trasformata in facoltà universitaria. Tale scuola è situata nella Reggia voluta da Carlo di Borbone. Nella Reggia è presente un Bosco, detto "Real Bosco di Portici".

Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Nel museo si conserva la prima locomotiva entrata in servizio sulla Napoli-Portici e molti altri oggetti legati alla storia della ferrovia italiana. La ferrovia Napoli-Portici fu voluta dal re Ferdinando II di Borbone, che richiedeva un collegamento pratico con la città vesuviana.

Nella zona portuale del Granatello è presente il Centro Ricerche dell'ENEA, specializzato in ricerche sui film sottili e sui materiali nanostrutturati, che dal 2013 ospita anche l'Istituto per i Materiali Compositi e Biomedici (IMCB) del CNR, dedicato alla ricerca sui materiali polimerici e biomedici. Nella medesima area si trova anche il Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli (MIUR).

 

Curiosità

La stazione di Portici-Ercolano si trova lungo la ferrovia Napoli-Salerno; inaugurata il 3 ottobre 1839 alla presenza del re Ferdinando II di Borbone, rappresentò allora il capolinea Napoli-Portici, prima linea ferroviaria costruita in Italia. Trasformato nel tempo in semplice fermata, l'impianto è servito da treni regionali svolti da Trenitalia.