Torre Annunziata

Fin dalla fondazione ha fatto della pesca, del commercio, del turismo e della produzione della pasta le principali attività, tanto da essere detta Capitale dell'arte bianca, per la massiccia produzione che toccò il picco nel primo dopoguerra, con oltre sessanta tra mulini e pastifici, di cui restano in attività, tra i più noti e premiati al mondo, i marchi Voiello e Setaro. È dal periodo della prima rivoluzione industriale, un importante centro produttivo, prima nel settore metalmeccanico e siderurgico, e, ad oggi, nautico e farmaceutico, oltre che portuale, accogliendo il terzo porto della regione per estensione. È inoltre sede dello Stabilimento militare Spolette, già Reale Fabbrica d'Armi sotto il regno delle due Sicilie, e oggi gestita dall'Esercito Italiano. Sorge sui resti dell'antica Oplontis, città residenziale imperiale e patrizia, sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79, di cui conserva l'attiva stazione termale e il sito archeologico, dal 1997 riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

L'etimologia del nome Torre Annunziata risale all'epoca della fondazione avvenuta nel XIV secolo, quando nel punto in cui sorge la Basilica Ave Gratia Plena fu eretta una piccola chiesa dedicata alla Vergine dell'Annunciata, in una zona appartenente alla Contea di Sarno. Poco tempo dopo, il conte Raimondo Orsini fece erigere una torre a difesa degli abitanti, per cui la borgata iniziò ad essere chiamata Torre dell'Annunciata o dell'Annunziata. Dopo un lustro in cui divenne Gioacchinopoli tra il 1810 ed il 1815, con il ritorno al potere di Ferdinando I delle Due Sicilie si ritornò al vecchio toponimo divenendo definitivamente Torre Annunziata.

Frazioni: Sannino

Sito ufficiale: Comune di Torre Annunziata

 

Dentro Torre Annunziata

Santuario dello Spirito Santo - Chiesa Comunale del Carmine (1787) (vi si venera San Felicio)

Immacolata Concezione (1635)

Chiesa di Santa Teresa (già di Santa Maria di Costantinopoli e San Giuseppe) (1637)

Sacro Cuore di Gesù

Santissima Trinità

Parrocchia Santa Maria del Buon Consiglio e S. Antonio

Basilica Pontificia Ave Gratia Plena - Santuario della Madonna della Neve, dove è conservata l'immagine della "Madonna della Neve";

Sant'Alfonso Maria de' Liguori

Maria SS. del Carmelo

San Francesco di Paola

San Giuseppe, sita alla via Plinio 361 in località Croce di Pasella, ai confini con Pompei, fu costruita nel 1907 come cappella gentilizia di una nota famiglia della zona. Completata dal venerabile Eustachio Montemurro e dal beato Bartolo Longo, venne eretta a parrocchia nel 1967 e restaurata totalmente nel 2006.

San Michele Arcangelo

Cappella di Santa Maria del Principio XVII secolo

Cappella di Sant'Antonio a Bottaro

Ex Convento dei Celestini (1448)

Le edicole votive, talvolta veri tempietti, sono oltre cento tra quelle affrescate, maiolicate, in cotto, in bronzo, contenenti statuine e dipinti.

Crocefisso eretto dai fratelli Paolo ed Emilio Ricciardi nel 1919 in piazza Cesare Battisti.

Palazzo della Taverna Grande alla Marina

Palazzo del Principe di Genzano - de Marino (già Taverna di Basso, detto "Palazzo della Caccia al Bufalo")

Masseria Grande della Baronal Corte, detta del Gioco

Villa Fiorenza

Palazzo Colonna (già Taverna di Sopra o del Principe)

Palazzo Criscuolo (già Palazzo Gargano, sede del municipio dal 1897)

Palazzo Fondaco Montella (sede dei plebisciti del 21 ottobre 1860 e sede del municipio dal 1842 al 1876)

Palazzo Pignatelli di Monteleone (già Piccolomini d'Aragona sede del municipio dal 1876 al 1897)

Palazzo Stallo del Principe di Valle

Palazzo Cesaro (Viceconsolato del Regno di Danimarca)

Palazzo Amodio (Viceconsolato dell'Impero russo)

Palazzo Dati

Palazzo Vasquez

Belvedere Vasquez

Palazzo delle Regie Scuderie, già "Regia Posta in Porta Napoli", denominato anche "Lo Stallone"

Palazzo e Villa Storta - Rota, complesso formato da tre edifici, "Villa monte Parnaso" (XVI secolo) e "Palazzo e Villa Avallone" (XVIII secolo), edificate nei pressi della "Villa di Caio Siculi" (I secolo d.C.)

Palazzo Coccoli

Palazzo delle Terme Manzo, edificio termale riadattato a pastificio

Palazzo Pagano e Cirillo, edificio termale riadattato a pastificio

Villa Vitelli

Villa Cardola

Palazzo Ferrara

Palazzo Castellano

Palazzo di Giustizia

Palazzo Fusco (1885), già di Nicola Salvatore Dino

Palazzo Jovino

Palazzo Voiello

Villa Diana poi Ciniglio

Villa Carlotta Rossi Filangieri

Villa, Teatro e Cappella, Carlo Rossi Filangieri

Villa Luisa Faraone Mennella

Masseria Villarosa (XVII secolo)

Villa Pagano

Villa Lettieri

Villa Jovino

Villa Colavolpe

Villa Imperato

Masseria Imperato

Villa Lauritano (1845), in località Scogli di Prota

Torre La Nunziata (XV secolo, scomparsa)

Castello dei d'Alagno (poi "Palazzo Dentice di Frasso-Massarenghi")

Torretta de' Sena (XV secolo)

Fortino Dedon (XVIII secolo, rovinato)

Masseria Mezza Torre (trasformata)

Masseria dei Castriota

Fortino dell'Oncino - Villa Guarracino (già "Teresa Rossi Filangieri")

Torre di Rovigliano (XV secolo, ruderi del Real Fortino di Rovigliano, costruito con i laterizi della preesistente Abbazia)

Canale Conte di Sarno detto anche Fosso del Conte (1592)

Canale Bottaro

Real Polveriera (1652)

Real Fabbrica d'Armi (1758)

Sala d'Armi

Real Ferriera (1791)

Ferrodotto Borbonico (1842)

Ferriere del Vesuvio (1887)

Circumvesuviana (1898)

Magazzini Generali

Molini e Pastificiriera (1791)

 

Siti archeologici

Nell'area di Torre Annunziata sono state rinvenute diverse costruzioni risalenti all'epoca romana, vestigia dell'antica città di Oplontis: i primi sporadici scavi iniziarono nel XVII secolo, la fase più consistente, tuttavia, si avrà solo a partire dal 1968. Sono state riportate alla luce diverse costruzioni tra cui una delle più ricche e sfarzose ville di epoca romana, risalente al I secolo a.C. e presumibilmente appartenuta alla Gens Poppaea e forse dimora estiva di ricchi pompeiani: in particolare si crede che tale villa sia appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone. In anni più recenti è stata scavata e riportata alla luce un'altra imponente costruzione rustica d'epoca romana, chiamata villa di Lucio Crasso Tertius, tra le cui mura sono stati rinvenuti gioielli e monili forgiati con ammirevole tecnica orafa: la villa non è aperta al pubblico. Si conosce inoltre la presenza di un'ulteriore villa, quella di Lucio Crasso Tertius, rinvenuta durante la costruzione della ferrovia Napoli - Salerno, in seguito nuovamente sotterrata ed oggi ancora interrata.

Nella zona inoltre è possibile riconoscere altri tipi di ritrovamenti come i ruderi delle terme di Marco Crasso Frugi, situati nei pressi delle attuali Terme Vesuviane oppure le Saline Erculee, poste lungo la costa verso la foce del fiume Sarno: qui sorgeva il pago delle saline, cioè il sobborgo delle cave di sale. Dal 1997 il sito archeologico di Oplontis è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO

Villa di Poppea

Villa di Lucio Crasso Tertius

Villa di Caio Siculi

 

Antiche terme

Terme del console Marco Crasso Frugi (64 d.C.), visibili i ruderi lungo la via Litoranea Marconi e all'interno delle attuali Terme Vesuviane.

Terme Vesuviane, già Terme Nunziante e Terme Nunziante-Manzo, fondate dal generale Vito Nunziante nel 1831 sul luogo delle antiche terme.

Terme Manzo, site all'angolo tra via Vesuvio e corso Umberto I, poi trasformate in pastificio. Resta ancora l'iscrizione sulla facciata del palazzo.

Terme Montella, site al corso Umberto I, poi trasformate in molino e pastificio, eclettica la facciata del palazzo, scomparsa la torretta esagonale.

Terme Filangieri

 

Acque minerali

Acqua Santa Lucia (Villa Comunale S. Lucia al molo di Levante)

Acqua Filangieri (Terme Filangieri)

Acqua Cestilia (Terme Manzo)

Acqua Nathanson Duché & Co. (Ferriera del Vesuvio)

Acqua Dati (Pastificio Dati)

Acqua Minerva (Pastificio Jennaco)

Acqua Vesuviana Nunziante (Terme Vesuviane)

Acqua Oplontina (Pastificio Orsini)

Acqua Montella (Terme Montella)

 

Eventi

Maria SS della Neva. Un'antica tradizione narra che il 5 agosto di un imprecisato anno della seconda metà del XIV secolo, alcuni pescatori torresi, nei pressi dello scoglio di Rovigliano, nell'issare le reti da pesca, vi ritrovarono impigliata una cassa di legno; la raccolsero ed in essa rinvennero, con grande meraviglia, un'icona di Maria. L'immagine era di terracotta, di tipo greco, a busto: la Madonna stringeva con il braccio sinistro il Bambino Gesù. L'immagine fu trasportata nella chiesetta della SS. Annunziata.

 

Curiosità

La presenza di Torre Annunziata nel cinema è legata principalmente ai pregi paesaggistici, all'importanza storica e alla sua peculiare lingua, che hanno interessato diversi cineasti fino a fare della città la protagonista nelle opere più recenti. Una delle più importanti famiglie di produttori mondiali, i De Laurentiis, è originaria della città, dove sono nati Dino De Laurentiis, vincitore del premio Oscar alla memoria Irving G. Thalberg nel 2001 e Luigi fondatore della Filmauro

Una prima rappresentazione, forse la prima in assoluto, è datata 1906, Eruzione del Vesuvio, un documentario muto italiano diretto da Roberto Troncone, che mostrò le distruzioni arrecate dal vulcano alle abitazioni.

Una seconda rappresentazione si trova in uno dei film più importanti del Novecento, Due soldi di speranza, capostipite del filone del neorealismo rosa, girato nel 1952 tra Napoli e Boscotrecase da Renato Castellani e selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Nel 2002 la parlata di Torre Annunziata nel film Incantesimo napoletano, diretto da Paolo Genovese e Luca Miniero, viene ironicamente definita nu napulitano accusì stritto ca nun se capiscono manco lloro, ovvero una tipologia di flessione napoletana così complessa da essere incomprensibile agli stessi parlanti; il film narra di una bambina napoletana, Assuntina, nata in una famiglia tradizionale di pescatori, che ha però cadenza e preferenze alimentari milanesi. Per tale motivo viene tentata invano dai genitori, come ultima insperata soluzione, la permanenza della figlia presso parenti di Torre Annunziata, dove potrà apprendere lingua e usi partenopei, ma con scarso successo. Nel film viene fatta oggetto di ironia la cultura cittadina, fortemente radicata al proprio luogo di origine: gli zii, interpretati da Salvatore Misticone e Clotilde De Spirito, si presenteranno dicendo nuje simme d'a Taurre, simme nate a Taurre e ce vulimme murì.

Le pellicole del 2002 e del 2009, rispettivamente E io ti seguo, diretto da Maurizio Fiume, e Fortapàsc, diretto da Marco Risi, trattano della tragica fine del giornalista Giancarlo Siani, corrispondente da Torre Annunziata de Il Mattino negli anni ottanta. Il porto, le spiagge e i vicoli sono le principali ambientazioni cittadine dei lungometraggi, il secondo dei quali offre una più approfondita ricostruzione della storia politica del primo lustro degli anni '80, rappresentando il consiglio comunale, lo scandalo degli appalti e le attività della camorra autoctona, nella figura di Valentino Gionta, fino alla strage di Torre Annunziata.

Nel 2017 i Manetti Bros. presentano alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il film campione d'incassi, Ammore e malavita. Il protagonista Ciro, interpretato da Giampaolo Morelli, è un giovane oplontino, rimasto orfano dopo l'omicidio del padre e in seguito arruolato da Don Vincenzo Strozzalone, boss napoletano, che si adopera affinché egli diventi esperto in numerose tecniche di combattimento, fino a divenire invincibile. L'impossibilità di eseguire un ordine di omicidio nei confronti di un'infermiera, che Ciro riconosce come Fatima, interpretata da Serena Rossi, suo primo e unico amore di gioventù a Torre Annunziata, lo spingerà a riparare nella città di origine, dove lo zio, che per anni si è occupato di contrabbando di sigarette, ora si è concentrato su quello dei fuochi d'artificio. Nella ricerca dei fuggitivi i sicari del boss verranno a cercarlo in città in una soluzione narrativa che si rileva un ennesimo omaggio alla lingua nunziatese, il napoletano più stretto e incomprensibile, nella recitazione di Patrizio Rispo nel ruolo di un cartolaio. Queste ultime scene sono state girate presso una storica edicola cittadina, che, assieme al tratto di costa prospiciente l'arenile, il porto e le sue rampe, colleganti il corso al mare, ripropongono il meglio del paesaggio urbano nella cinematografia nazionale.

 

Oplonti