Torre del greco

L'antica denominazione della città era quella di Turris Octava, riferita probabilmente ad una torre eretta da Federico II di Svevia. In epoca romana, come testimoniano numerosi reperti archeologici, Torre del Greco era probabilmente un sobborgo residenziale di Ercolano. Qui erano sorte numerose ville che godevano dell'amenità dei luoghi e della posizione centrale all'interno del golfo di Napoli. Proprio come accadde con Ercolano, Pompei, Stabia e Oplonti, la devastante eruzione del Vesuvio del 79 d.C. sconvolse anche questi luoghi, fino a rimodellarne l'intero suolo e respingere il mare per oltre 500 metri. Nel 1631 un'eruzione di proporzioni ingenti distrusse tutto il versante a mare del Vesuvio: Torre del Greco venne invasa da torrenti fangosi e da grandissimi flussi lavici, dei quali uno in particolare generò le scogliere della Scala. Tra il XVII e il XVIII secolo, in epoca borbonica, vi furono edificate diverse ville signorili dell'area vesuviana: le ville del Miglio d'oro, che conservano splendidi esempi di architettura settecentesca.

Frazioni: Sant’Antonio, Camaldoli della Torre, Lava Troia, Leopardi, Santa Maria la Bruna.

Sito ufficiale: Comune di Torre del Greco

 

Dentro Torre del Greco

la Basilica di Santa Croce (Torre del Greco), chiesa madre della città e più ampio luogo di culto della zona vesuviana, con la sua zona ipogea e i cunicoli scavati al di sotto dell'eruzione del 1794

la vicina chiesa del Santissimo Sacramento e San Michele Arcangelo, con il quasi del tutto intatto Ipogeo delle Anime

la chiesa di Maria Santissima Assunta, con la sua zona ipogea e i cunicoli scavati al di sotto dell'eruzione del 1794

la chiesa di Santa Maria del Principio, conserva ancora intatta l'area ipogea e le vestigia dell'antica chiesa risalente al 1000

la chiesa di San Michele al Colle Sant'Alfonso (in zona Colle dei Camaldoli, da cui si gode di una veduta fra le più famose del golfo di Napoli

il moderno santuario di Maria Ss.ma del Buon Consiglio, grande centro di spiritualità per il XIII decanato dell'Arcidiocesi di Napoli

la chiesa di Santa Maria del Carmine, chiesa del 1500

la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, sita in Largo Costantinopoli, centro di un borgo fra i più antichi della città

la chiesa di Santa Maria di Portosalvo, parrocchia della zona porto, di costruzione ottocentesca

la Chiesa di Sant'Antonio di Padova con annesso convento francescano, è un edificio religioso tra i più recenti della città

il monastero degli Zoccolanti, edificato sulle vestigia di un precedente complesso monastico nel Cinquecento. All'interno del chiostro sono rappresentati in 28 pannelli affrescati, episodi della vita e della predicazione di Francesco d'Assisi

Le ville vesuviane del Miglio D’Oro:

Villa Bruno Prota

Villa Caramiello

Villa Carafa d'Andria de Cillis

Palazzo Cicchella

Masseria Donna Chiara

Villa Ercole

Villa Fienga

Palazzo Liguori

Villa Guerra

Villa Macrina (con parco e biblioteca pubblica)

Villa Maria

Villa Mennella

Palazzo Petrella

Palazzo del Salvatore

Villa San Gennariello

Villa Solimena

Villa Trabucco

Villa delle Ginestre (già villa Ferrigni), dove soggiornò Giacomo Leopardi, grande poeta della storia di Torre del Greco.

Palazzo Vallelonga, dei primi del Settecento, poi diventata sede centrale della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco

Villa del Cardinale, con un bel salone con affreschi settecenteschi

 

Aree archeologiche

Villa Sora

L'area di maggior interesse archeologico, risalente al I secolo d.C., è la "contrada Sora", caratterizzata da resti della Villa Sora, probabilmente posseduta dalla famiglia Flavia. Annesso alla villa, vi è un complesso termale, ora praticamente sulla spiaggia torrese. L'attenzione sul sito fu posta alla luce dal Gruppo Archeologico Torrese "G. Novi". Fu redatta anche una pubblicazione in merito dal titolo "Reportage archeologico a Villa Sora". L'attenzione messa in essere dal G.A.T. coinvolse anche l'allora direttore degli Scavi di Ercolano, e grazie alla Banca di Credito Popolare e ad un contributo dell'Amministrazione Comunale fu possibile effettuare uno scavo. Oggi, ciò che è possibile osservare in contrada Sora è frutto di quell'attività di ricerca.

Altri siti archeologici. In zona "Colle dei Camaldoli" esistono i ruderi di una villa rustica e in "contrada Calastro" altre presenze archeologiche testimoniano l'esistenza di un suburbio cittadino. Tutto ciò fu sempre catalogato e ritrovato grazie all'attività di campo del Gruppo Archeologico Torrese, che, tra le altre cose, rinvenne anche dei ruderi in Contrada Scappi. Mentre in zona porto si può trovare la famosa Fontana dalle Cento Cannelle (o Cento Fontane).

 

Eventi

Festa dei quattro altari. Nata come festa ricadente nell'ottava giornata dopo il Corpus Domini, per questo anche chiamata "Festa dell'Ottava". Si racconta, sebbene in realtà la città non fosse mai stata sottoposta a dominio feudale, che nel corso della giornata del "Corpus Domini" del 1699, il popolo torrese a fronte di enormi sforzi economici e notevoli sacrifici, acquisiva il territorio cittadino dal nobile Marchese di Monforte. Per quanto detto, in occasione dei festeggiamenti, per la raggiunta nuova condizione civico-sociale della città, che ebbero luogo nell'ottava giornata dopo il Corpus Domini, per poter dare più importanza e solennità alla festa e per dimostrare lo stato di perdurante ricchezza della popolazione torrese, in quattro punti importanti della città, come di seguito indicato, vennero costruiti quattro altari ovvero "are":

il primo di questi altari sorgeva, sotto "a la ripa" ovvero nell'attuale Via Principal Marina, presso quello che viene definito "Largo di Pezzettella". Il detto altare risultava chiaramente visibile da Via Noto, da Piazza Santa Croce e da Via Comizi;

il secondo sorgeva nella via dei commercianti, poi diventata via Roma, angolo via Salvator Noto;

il terzo veniva eretto, nella piazza più antica di Torre del Greco, ovvero Piazza Luigi Palomba;

il quarto, il più popolare, in corso Umberto I.

Festa dell’Immacolata. La festa dedicata alla Madonna, a cui assistono migliaia di fedeli e spettatori provenienti da diverse città italiane. Festa molto sentita dalla popolazione Torrese, con la venerazione della statua dell'Immacolata Concezione, portata in processione, su di un carro trionfale, sostenuto da più di 800 fedeli appunto chiamati portatori.

 

Curiosità

Torre del Greco si fregia del titolo di Città Leopardiana. Giacomo Leopardi soggiornò a Torre del Greco poco prima della sua morte ed ivi compose: La ginestra e Il tramonto della luna ospite nel complesso di ville della famiglia dell'amico Ranieri, proprietà succedute alla famiglia Carafa d'Andria e poi lottizzate dallo stato italiano. Ad oggi restano supersiti: la villa dove dimorava il Leopardi, oggi museo col nome di Villa delle Ginestre, una seconda villa ha funzione turistico privata (Villa Carafa d'Andria de Cillis), ed una terza è diventata parco divertimenti (Valle dell'Orso).